Real Bosco di Capodimonte

Stufa dei Fiori

La storia

La Stufa dei Fiori è un piccolo corpo di fabbrica, a pianta rettangolare, addossato al Casino dei Principi, di fronte al Palazzo reale, oggi Museo di Capodimonte.

Nel 1843 fu riadattato all’uso di serra per il ricovero di specie, soprattutto da fiore, durante il periodo invernale. Nel tardo Ottocento, demolita la vecchia copertura in legno e il battuto di lapillo, la serra fu sopraelevata di circa un metro per poter ospitare le specie esotiche di maggiore altezza. Venne allora realizzato il tetto ad una falda in ferro e vetro, furono aperti due vani ad arco a mezzogiorno e inseriti i finestrini soprastanti gli ingressi a sud.

Dalla Stufa si accedeva alla Pipiniera, il vivaio dove si coltivavano, in piena terra o in vaso, le piante più pregiate del Giardino dei Principi e la cui esistenza risulta ancora oggi leggibile sulla Pianta Schiavoni risalente al 1875.

Il restauro architettonico

I lavori di recupero e riqualificazione sono riusciti nell’intento di salvaguardare linee e volumi originari nel pieno rispetto dell’identità e della storicità dell’edificio: gli antichi serramenti in ferro sono stati sostituiti da materiali più moderni, duraturi e compatibili con l’ambiente, i vetri di copertura originali hanno lasciato il posto a lastre dotate di schermatura solare capaci di regolare la temperatura delle sale interne destinate all’accoglienza.

Con attenzione alle caratteristiche storiche del luogo sono stati inoltre privilegiati quei materiali portatori di valori identitari come i pavimenti in cotto e le riggiole napoletane dipinte a mano.

Con l’ausilio delle più moderne tecnologie, attraverso analisi di spettrofotometria, è stato possibile riproporre per gli interni la coloritura “Vetriolo di Cipro”: una particolare tonalità di azzurro intenso, che risaliva probabilmente ad interventi di restauro precedenti, dovuta al solfato di rame, detto anche Vetriolo di Cipro, particolarmente funzionale in ambienti con elevato tasso di umidità per le proprietà fungicida.

Il colore attuale è stato ottenuto con lo spatolato su intonaco bianco che ha permesso di ricreare sfumature di colori perfettamente corrispondenti alle antiche velature del solfato di rame impiegato in passato.

Il restauro botanico

Il restauro ha interessato anche l’area a verde circostante, sopravvivenza della antica Pipiniera, nonché la parte botanica attraverso la ricerca e lo studio attento di planimetrie storiche, dipinti, fotografie ed altro materiale d’archivio particolarmente significativo come gli elenchi floristici, tra cui preziosa testimonianza, l’elenco delle piante presenti nelle serre del Real Bosco nel 1883.

I lavori, mirati al ripristino dell’area, hanno permesso di ricreare un ambiente ricco di piante aromatiche e officinali: oggi è possibile ammirare salvie e rosmarini, timi e lavande, erba moscatella ed erba cipollina, ma anche passiflore di diversa specie tra cui la Passiflora edulis, da cui si ricava il frutto della passione.

Sono inoltre presenti in maniera cospicua e significativa i generi banksia e grevillea, arbusti australiani molto cari a Friedrich Dehnhardt, il botanico e paesaggista tedesco che nel 1840 fu nominato direttore del Bosco di Capodimonte (il cui busto in marmo è visibile nei pressi della Stufa dei Fiori). Ci sono esotismi provenienti da molti continenti: i Phormium della Nuova Zelanda, le Strelitzie del Sud Africa, il Cedro giapponese e l’Osmanto, ed ancora l’albero dei tulipani e le ortensie a foglia di quercia provenienti dal continente americano. La vaseria infine offre una narrazione stagionale in continua evoluzione ed è pensata per ospitare collezioni botaniche sempre diverse.

Il giardino rinnovato della Stufa dei Fiori è oggi un ricercato esempio di collezionismo botanico che, pur esprimendo a pieno il concetto del giardino ottocentesco, valorizza, attraverso una rilettura contemporanea, la componente vegetale con un allestimento che mescola esotismi ad endemismi, piante eccentriche dal caleidoscopico fogliame policromo a piante scultoree dal portamento plastico-architettonico