Real Bosco di Capodimonte

Giardino Torre

Patrimonio Botanico

Il Giardino Torre è prezioso uno scrigno di biodiversità, sia mediterranee che esotiche, dal grande valore storico.

Le coltivazioni orticole rappresentano l’espressione culturale di una forte identità territoriale.

Gli ortaggi coltivati in questi spazi appartengono alla memoria storica del Giardino, ne conservano le tradizioni e ne custodiscono i sapori originari.

In autunno/inverno vi si coltivano le brassicacee come il cavolo da foglia per la minestra di Natale, il broccolo friariello di Napoli, le torzelle ma anche lattughe a foglia di quercia e le barbabietole. In estate, invece, abbondando le solanacee come pomodorini del piennolo, pomodori di Sorrento, peperone sasaniello, melanzana lunga di Napoli, peperoncini verdi di fiume, zucca lunga di Napoli, zucchine
San Pasquale e legumi.

L’agrumeto storico è una delle principali peculiarità del Giardino Torre e dal 2021 rientra nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia.

Si compone di un filare di mandarini e aranci, bordato da siepi di mirto e disposto lungo il perimetro delle aree a frutteto, e da un boschetto di mandarini e cultivar a spalliera di Sfusato amalfitano e limoni di Sorrento posti presso il muro di confine del Giardino dei Fiori e della Purpignera.

Nel 1816, in via sperimentale, fu introdotto il mandarino che nel 1840 venne descritto da Michele Tenore, direttore dell’Orto Botanico di Napoli, con il nome di Citrus deliciosa.

Al centro della Fruttiera si erge un maestoso esemplare di Canforo (Cinnammonum camphora), prezioso per le dimensioni e il valore storico, nonché per il suo valore ambientale di albero habitat.

Arrivato dalla Cina intorno al 1825, questo esemplare è uno dei canfori più grandi d’Italia e dal 2021 rientra nella lista degli alberi monumentali.

La sua chioma di 450 mq domina tutta la Fruttiera e ricopre nella sua interezza la fontana marmorea che si trova ai suoi piedi.

La fontana era abbellita dal gruppo scultoreo che nel 1895 fu rimosso e trasferito ad arricchire la nuova fontana del Belvedere, divenuto al tempo dei Savoia, il luogo di maggiore rappresentanza ed interesse del Sito Reale.

Il Giardino dei Fiori, verso la fine dell’Ottocento, con il diffondersi della moda dell’esotismo, accoglieva curiosità botaniche come banani rosa, magnolie tripetale, orchidee “scarpette di
venere” e una ricca collezione di camelie antiche (ibridi di Camellia japonica) che ancora oggi si può ammirare.

Il restauro botanico e il nuovo allestimento punta a rimettere in primo piano il concetto di esotismo, finalizzato alla conservazione e alla ricerca.

La collezione botanica è stata integrata con maestosi esemplari appartenenti all’ordine delle cycadales, nello specifico dei generi: Encephalathos, Zamia, Macrozamia e Cycas, piante ancestrali imparentate con le conifere.

All’interno del Giardino dei Fiori, inoltre, si trovano curiosità botaniche come le aristolochie, solandre e passiflore e piante per la produzione di fiori e fogliame da taglio.

Il Giardino della Purpignera infine si caratterizza per i semenzai e le fioriere per la coltivazione dei fiori da taglio e per la presenza dei limoni a spalliera e di un gelso.