Real Bosco di Capodimonte

Giardino Torre

Storia e Restauro

Fin dalla loro istituzione, i siti reali dei Borbone – Capodimonte, Persano, Carditello, San Leucio – furono intesi come proprietà di carattere produttivo, capaci di autosostenersi e generare profitto.

Il Giardino Torre, noto fin dal Settecento come Giardino del Francese o Giardino di Biancour, dal nome della famiglia di giardinieri che l’ebbe in cura, rappresenta l’ultima testimonianza produttiva che caratterizzava la tenuta reale di Capodimonte.

Il sito si articola in tre distinti ambiti: a Fruttiera Reale con il casamento turrito annesso e due giardini segreti: il Giardino dei Fiori e la Purpignera.

In questo spazio si producevano i prodotti destinati alla tavola del re e ben presto divenne un luogo di sperimentazione e acclimatazione botanica, in cui venivano coltivati ananas, agrumi e fruttiferi di ogni specie che hanno fatto la storia dell’agricoltura periurbana della provincia di Napoli.

L’impianto della Fruttiera è organizzato in filari di specie frutticole, dove sono presenti antiche cultivar di pere come la “Mastantuono” e la “Spadona”, susine “Regina Claudia” e le ciliegie “O Monte” e “Giulia” e, ancora, filari di nespoli (giapponesi ed europei), fichi, melograni, gelsi, sorbi, kaki e frutta insolita come giuggioli, meli cotogno e azzeruoli.

Arricchiscono la collezione anche diverse varietà di agrumi tra cui mandarini, limoni e cultivar eccezionali come il cedro “Mano di Buddha” e il “Kaffir lime”.

Al centro della Fruttiera si erge un maestoso esemplare di Canforo (Cinnammonum camphora), arrivato dalla Cina intorno al 1825, nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia. La fontana marmorea che si trova ai suoi piedi era abbellita dal gruppo scultoreo che nel 1895 fu rimosso e trasferito ad arricchire la nuova fontana del Belvedere, divenuto al tempo dei Savoia, il luogo di maggiore rappresentanza ed interesse del Sito Reale.

Il Casamento Torre è probabilmente preesistente al Real Sito di Capodimonte, è caratterizzato da un esile torrino che richiama altre piccole strutture turrite, di gusto vanvitelliano, che si incontrano in altri siti reali. Restituito ai suoi colori originali, bianco e grigio pastello, l’edificio si articola in due corpi di fabbrica aggregati intorno ad un cortile centrale.

Dall’androne del corpo principale si accede a un’antica scala a chiocciola in piperno racchiusa in un torrino, che conduce alla parte più alta della torre da cui si apre un’ampia vista sul Vesuvio e la parte orientale di Napoli. Il corpo retrostante del Casamento conserva nella facciata i caratteri tipici dell’architettura rurale, è costituito da pochi ambienti aggregati a cui si addossa una torre serbatoio con al di sotto uno storico forno a legna voluto da Ferdinando II di Borbone.

Dalla Real Fruttiera si accede al Giardino dei Fiori che, per gli aspetti architettonici, rappresenta la parte più preziosa dell’intero complesso: la Fontana a nicchione posta al centro del Giardino è racchiusa tra paraste doriche, una conchiglia a stucco ne riveste la volta ed in basso vi è incassata una vasca con scoglio in pietra lavica. Ai lati della fontana si trovano le storiche “ananassiere”, piccole serre semi-interrate, realizzate in muratura e riscaldate generalmente con la semplice fermentazione del letame.

Il margine destro è caratterizzato dalla bella Esedra con peri a spalliera e una vasca con ninfee ed altre specie vegetali acquatiche. Da qui, attraverso una sorta di “stanza” di passaggio che anticamente era interamente affrescata sulle pareti laterali con fiori e uccelli e sulle volte da nuvole, e dove si stipava la vaseria, si accede al Giardino della Purpignera che conclude la sequenza di spazi a servizio del Casamento e Giardino Torre.

Questo piccolo giardino segreto si estende su di un perimetro irregolare ed era probabilmente una zona addetta alla riproduzione di piante ornamentali e di fiori recisi oltre che di piante aromatiche ed ortaggi.

Il termine purpignera deriva dall’assunzione in lingua napoletana del termine francese pépiniére che vuol dire vivaio.